Servizi Italia in prima linea contro il coronavirus
Servizi Italia
06/04/2020
Lavanolo, 
People
La lavanderia siamo noi. Noi che quotidianamente ci occupiamo della biancheria e ci assicuriamo che sia lavata correttamente.
Foto dettaglio Insight Servizi Italia

La lavanderia siamo noi. Noi che quotidianamente ci occupiamo della biancheria e ci assicuriamo che sia lavata correttamente. Noi che ci assicuriamo che gli ospedali la trovino sempre disponibile. Noi che facciamo turni giorno e notte, che non abbiamo mai avuto paura e, fin dal primo giorno, abbiamo garantito un servizio essenziale.

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La lavanderia non è solo lavaggio di lenzuola, è sanificazione di tutta la biancheria del letto, dei materassi e delle divise del personale ospedaliero, logistica all’interno degli ospedali con distribuzione e ritiro nei vari reparti, sterilizzazione dei tessili e dello strumentario chirurgico.

Servizi Italia dà lavoro, sul territorio italiano, a 1946 persone, su 34 stabilimenti (fra lavanderie e centrali di sterilizzazione) distribuiti principalmente nel nord Italia.

Come abbiamo affrontato l’emergenza coronavirus

Quando, il 21 Febbraio, è scoppiata l’emergenza coronavirus, prima a Codogno e poi in tutta la Lombardia, gli stabilimenti di Podenzano (PC), Travagliato (BS) e Castellina (PR) si sono trovati subito al centro dell’azione e da allora non siamo arretrati di un passo, grazie all’impegno ed al senso di responsabilità di tutti i nostri dipendenti.

Sono stati giorni difficili, da un lato per l’importanza di garantire la sicurezza e la salute dei nostri lavoratori e dall’altro per l’impegno preso nei confronti della Sanità Italiana, con la quale lavoriamo fianco a fianco da oltre 30 anni.

Le attività di Servizi Italia, in questo momento di emergenza, sono aumentate in modo significativo, soprattutto per ciò che riguarda il trattamento delle divise di medici, infermieri e personale sanitario. Il personale, in generale, si cambia con maggior frequenza e i materassi vengono sanificati più spesso che in condizioni normali.

Se da una parte, quindi, abbiamo registrato un aumento delle attività di lavaggio, in altre attività ospedaliere c’è stata una riduzione: gli interventi chirurgici programmati sono stati rinviati, gli ingressi in ospedale sono diminuiti e si prevede una diminuzione del numero di degenze e di pazienti ricoverati per altre patologie.

Siamo stati bravi a rispondere all’emergenza, lasciatemelo dire. La struttura ha retto bene e ha risposto in modo efficace ed efficiente alle richieste arrivate dagli enti, confrontandosi in modo costruttivo nell’interesse della comunità e del servizio.

Qualche riflessione per il futuro

L’emergenza, nonostante tutto, ci sta dando importanti spunti di miglioramento. Il primo riguarda la creazione – in concerto con Assosistema, la nostra associazione di categoria – di protocolli specifici per il trattamento dei materassi e per una fornitura standardizzata nei reparti infettivi, cosa che renderebbe molto più semplice, veloce ed efficiente la gestione della biancheria confezionata (camici, casacche, divise, ecc.) in questi contesti.

Un altro tema caldo è quello relativo alla fornitura di materiale monouso, come camici e mascherine che generalmente rientra all’interno dei contratti di lavanolo e comprende monouso sterile e non. In questo periodo, molti giornali riportano notizie sulla difficoltà di reperimento di questi materiali, soprattutto mascherine; uno dei motivi principali è che uno dei distretti mondiali con la maggiore produzione di questi materiali è proprio Wuhan, città cinese tristemente nota per essere il luogo da cui è partita l’epidemia. Quasi due mesi di quarantena e il blocco totale delle attività produttive di questo distretto hanno comportato un arresto delle esportazioni verso l’Occidente e, di conseguenza, le note difficoltà di reperimento dei materiali.

Chi in questi anni si è occupato di lavanderia e sterilizzazione sa dell’eterno dibattito fra Tessuto Non Tessuto (TNT) e Tessuto Tecnico Riutilizzabile (TTR), in quanto tanto è stato detto sui pro e contro dell’uno e dell’altro materiale. Quando la domanda di materiale monouso è esplosa, l’ha fatto ben oltre le nostre aspettative e, in qualche modo, ci ha tolto la libertà e l’indipendenza di poter scegliere, obbligandoci a reperire questi prodotti nei Paesi orientali o, comunque, al di fuori dei nostri confini nazionali, con tutto quello che questo implica.

Non certo per le mascherine, i calzari o le tute, ma per quanto riguarda camici, teli e telini la soluzione a questa carenza del sistema forse c’è e può essere rappresentata dal TTR che, oltre ad essere riutilizzabile, garantisce maggiore confort ed è sempre disponibile perché il suo processo produttivo è interamente gestito dalle nostre aziende entro i confini nazionali. Inoltre, è di gran lunga un materiale meno inquinante.

I progetti di Servizi Italia per il futuro continuano, così come prosegue il nostro percorso di crescita e si rinnova, giorno dopo giorno, il nostro impegno a tutti i livelli.

È per noi motivo di grande orgoglio poter contribuire fattivamente alla lotta all’emergenza, supportando ancora una volta la Sanità Italiana, gli operatori sanitari e ogni cittadino che si trovi nelle condizioni di dover fruire del servizio. L’occasione per trasformare i valori alla base della nostra responsabilità sociale in azioni concrete a favore del Paese e della collettività.

a cura di Andrea Gozzi, Direttore Operativo di Servizi Italia S.p.A.

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